L’uomo che “ama Dio” è chi “vive nell’Interiore” e “verso l’Interiore”, che resta cioè immobile nella sua interiorità contemplativa — nel suo “essere” se si vuole — pur movendosi verso il suo Centro infinito. L’immobilità spirituale s’oppone qui al moto indefinito dei fenomeni esterni, mentre il moto spirituale s’oppone invece all’inerzia naturale dell’anima decaduta, all'”indurimento del cuore” che dev’essere guarito dalla “grazia” e dall'”amore”, ossia, il cui rimedio è tutto ciò che ammorbidisce, transmuta e trascende l’ego.


Schuon, Sophia Perennis, Frammenti Scelti, Mediterranee, Italia, 2014.

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